Due mostre dedicate a Mantova

Due mostre dedicate a Mantova

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13-03-2015

Civico Zero | Architetture a confronto

 

Spazio Bernardelli - Corso Umberto I n. 27

La mostra sarà visitabile nei giorni:

13, 14, 20 e 21 dicembre 2014 dalle 10 alle 20

19 dicembre 2014 dalle 16 alle 20

Inaugurazione sabato 13 dicembre ore 11

 

 

La mostra è articolata in due sezioni che trovano entrambe il loro fil rouge nell’indagine di tematiche importanti, e a volte difficili, per i contesti urbani di origine storica: conservazione e innovazione, vuoti e pieni urbani, ma anche rispetto, a volte reverenziale, per il contesto e necessità di svoltare per intraprendere nuove narrazioni.

Le due mostre, in considerazione anche della forte vocazione agricola del territorio mantovano, analizzano in maniera parallela il rapporto tra interventi, strutture, costruzioni e il territorio, mostrando da un lato, Civico Zero, il degrado delle zone suburbane e dall’altro, Architetture a confronto, all’opposto, esempi virtuosi che dimostrano come si può costruire, con sapienza e intelligenza, in sinergia e non in conflitto con il territorio, a conferma che anche le strutture destinate a fini produttivi o di servizi possono essere inserite in modo positivo e favorevole nel loro contesto ambientale.

 

Civico Zero, di Giancarlo Zatti, ferma le immagini sui tanti edifici vuoti, principalmente delle periferie, confermando l'inutile consumo di suolo (si stima che gli appartamenti vuoti nella città siano più di cinquemila).

Architetture a confronto, la seconda mostra, riprendendo la rassegna del 2001 dell'Ordine degli Architetti, inserisce ulteriori progetti di intervento nei centri storici. Uno dei primi esempi in tal senso, che suscitò al tempo scalpore e perplessità, è il centro Pompidou a Parigi, realizzato da Piano, Rogers, Rice e Davies, che oggi è stato "assorbito" dalla capitale e ne costituisce parte integrante. Non meno scalpore suscitò la piramide al Louvre di J.M. Pei, che abbiamo documentato proprio per dimostrare che l'architettura, per essere assimilata ed accettata, ha bisogno di tempo. In mostra ci sono poi molti altri esempi di interventi urbanistici, alcuni dei quali, idealmente, avrebbero potuto essere realizzati nella nostra città. Vedendo le immagini ve ne renderete conto.

“Due mostre dedicate a Mantova” vuole ricordare come il nostro territorio sia un condensato di problemi urbanistici e ambientali comuni a molte parti d'Italia. Mantova non si fa mancare nulla in fatto di degrado, che risulta ancora più stridente nel confronto con l'eredità che viene dal Rinascimento e da prima. Trascurando gli aspetti ambientali legati alle attività produttive del settore petrolchimico e rimanendo nell'ambito urbanistico, diversamente da quanto hanno saputo fare città più virtuose, Mantova ha un centro storico non completamente recuperato, edifici (anche pubblici) in pessime condizioni, aree in disuso da riqualificare, che si aggiungono ai numerosi interventi iniziati e poi abbandonati nei quartieri esterni. Questa evidente contraddizione è dovuta a una politica urbanistica basata su una visione "ottimistica", che prevedeva un aumento del numero dei residenti, che si è però rivelata sbagliata e immotivata, poiché non supportata da un parallelo sviluppo del lavoro e del tessuto economico. Si è così scelto, anziché di incentivare il recupero del centro storico, di facilitare lo sviluppo delle aree esterne.

Le responsabilità è di tutti: politici, professionisti, imprese e committenti.

La conseguenza è stata l'insorgere di un clima di generale sfiducia e diffidenza sulla possibilità di dare un volto contemporaneo e di qualità alle città storiche e di costruire in luoghi naturalistici senza incappare necessariamente in speculazioni e abusi.

 

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